Presentazione del Museo-Pinacoteca

Uno scrigno di tesori celato nel cuore della cittadina.

Il “Museo Pinacoteca Eliseo” racchiude un numero incredibile di reperti archeologici e oggetti d´arte che ripercorrono, dall´età prenuragica al 1950, la storia di Terralba e non solo.
Vero e proprio gioiello della cultura della cittadina, il ricco Museo non è tuttavia un´istituzione pubblica, ma è frutto della passione e del lavoro di un uomo di chiesa, don Eliseo Lilliu, che in soli dieci anni è riuscito a mettere assieme una collezione incredibile di oggetti preziosi.

Don Lilliu, che ha avuto la passione per la storia e per l´arte sin da piccolo, pensava sempre che avrebbe fatto anche il custode di un museo pur di poter stare accanto alle cose belle. Dopo l´esperienza al museo dei Cappuccini di Sanluri, che ha realizzato personalmente, il suo sogno era di creare un museo proprio nel paese natale, per il quale sente un senso di appartenenza fortissimo.

Inaugurato il 14 Novembre 2004, il Museo raccoglie reperti di svariate epoche e di vari ambiti dell´arte e della tecnica; si parte dai pezzi in pietra e dall´ascia a doppio taglio risalenti al neolitico (rinvenuti nel sito di “Nuracciolu“, a Terralba), passando per i vasi in ceramica del periodo della Roma imperiale, o per i volumi delle sacre scritture risalenti al 1500, quando Terralba era sede vescovile, sino ad arrivare a un esemplare di grammofono col rullo in legno risalente al '700.

Una collezione vastissima, che racchiude un´amp­ia sezione dedicata alla pittura, comprendente numerose icone russe del '600 e del '700 e tele di autori sardi e italiani dal '500 sino all '800. E ancora gioielli e mobili d´epoca, ceramiche, una collezione di stam­pe che vanno dal '700 sino alle due guerre mondiali, e qualche abito risalente ai primi del '900.

Un patrimonio considerevo­le che don Lilliu ha già deciso di lasciare in eredità alla citta­dinanza, rendendo pubblica la sua volontà in una intervista rilasciata al quotidiano “La Nuova Sardegna“ nell´Aprile del 2009: «Questo museo diventerà in futuro un Museo civico, perché racchiude un enorme patrimonio del nostro territo­rio, frutto molto spesso di donazioni di miei concittadini, che deve resta­re un bene pubblico per tutti, in modo che le persone ne pos­sano godere e questo patrimo­nio non venga disperso».