Il Museo


Le origini di Terralba

Giungere alla conoscenza delle origini non è compito facile. Richiede uno studio serio e approfondito, basato su ricerche archeologiche, capaci di scoprire e coordinare, nel suo fluttuare, gli spostamenti dei gruppi etnici che hanno dato vita ai vari insediamenti. In questi ultimi anni si sono fatte varie ricerche serie, e vari studiosi locali, stanno eseguendo lavori che lasciano sperare ad un significativo approfondimento sul passato del territorio terralbese.

Terralba è situata nella ubertosa piana del Campidano, solcata dai più importanti corsi d´acqua della zona, il Riu Mannu di Pabillonis, forse l´antico Rivus Sacer di Tolomeo e il Rio Mogoro, che sfociano a breve distanza l´uno dall´altro davanti alle rovine di Neapolis. Questo territorio così conformato, ricco anche fino a qualche decennio fa di selvaggina stanziale e migrato­ria e di stagni pescosi, di pascoli estesi e sicuri, di terre fertili da coltivare, aperto in un mare di facile approdo, costituiva l´habitat ideale e un intenso richiamo per i primi gruppi umani che si avventuravano verso le coste sarde. I primi approdi, secondo gli studi più recenti potrebbero farsi risalire ai tempi più remoti del quarto millennio a.C. (neolitico antico).

Ma il motivo principale di tale attrazione per le genti primitive deve porsi nell´ossidiana (vetro vulcanico di Monte Arci), distante appena una decina di chilometri in linea d´aria dal punto di approdo (Marceddì). Il prezioso materiale, contenuto nella trachite terrosa e in modo particolare nella perlite, strappato dalle fiancate occidentali della montagna e trasportato dall´azione dell´acqua, veniva raccolto e poi smistato attraverso una fitta rete di piste e di sentieri commerciali in località vicine e lontane dell´isola e avviate oltre il mare a sostenere la concorrenza degli empori di produzione dell´Italia meridionale e della Sicilia in modo particolare.

Obiettivo e analisi di laboratorio attestano l´ampia diffusione fino alla Corsica, alla Toscana, alla Emilia, alla Lombardia, e persino nella francese Provenza e lingua d´Oc. La fittissima concentrazione dei centri di raccolta, di officine per la lavorazione, e l´estrazione intorno a Monte Arci, dimostra, in modo inequivocabile che tutti gli abitanti della zona furono abilissimi esporta­tori dell´oro nero per lunghissimo periodo, sicuramente oltre mille anni; basti considerare che l´uso dell´ossidiana fu intenso anche durante la fase nuragico arcaica in concomitanza coi primi metalli.

 

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