Il Museo


La colonizzazione romana

La romanizzazione del territorio terralbese è da presumere sia avvenuta con certo anticipo di gran parte della Sardegna, in quanto si trova in quella fertile pianura dell´immediato entroterra nell´ampio golfo di Oristano e del Sinis, col braccio di mare di Marceddì, nella cui parte terminale sorgeva Neapolis.
Questo luogo offriva le mi­gliori garanzie per un facile e sicuro approdo e possesso. Al vantaggio derivante dalla posizione naturale, si aggiun­geva il fatto, per certi aspetti importantissimo, della remota e intensa punicizzazione delle popolazioni, che all´arrivo dei romani, ad eccezione di quelli che preferivano rifugiarsi, anche dietro sollecitazione libica-punica, nel cuore dei monti: Arci e Arcuentu, dando vita a molti paesi. Essi speravano di potersi un giorno opporre all´invasione con la guerriglia all´avanzata del nemico.

Gli stagni attuali di San Giovanni e Santa Maria sulla cui sponda occidentale sorgeva Neapolis, nell´età punico romana, erano certamente abbastanza profondi, almeno da consentire il passaggio di navi leggere, soprattutto alle cimbae, che dovevano smaltire l´intenso traffico commerciale del porto della città. A Neapolis dove affluivano in abbondanza le merci del fertile entroterra agro-pastorale, servito dalla strada Neapolis-Metalla, Neapolis-Othoca ed alla immancabile fitta rete di diverticoli che consentiva l´afflusso di derrate dai villaggi anche dalle zone più interne. La conquista romana non avvenne certo in modo del tutto pacifico.
Le abbondanti tracce che continuamente vengono alla luce un pò in tutto il territorio: ceramiche, tombe, siti di ville, gli stessi luoghi dove esistevano i nuraghi furono poi punti d´appoggio per la nascita della nuova civiltà.

 

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