Il Museo


La nascita di Terralba

Dopo un periodo oscuro di vari secoli, si può trovare qualche notizia del terralbese verso il XI sec. quando i Genovesi conquistarono l´isola sarda per il loro fiorente commercio. Come punto di riferimento e appoggio acquistarono le Donigalia, estensioni di territorio aventi la servitù per il lavoro dei campi e per il servizio dei beni. Gli scali principali dell´isola, che allora erano Cagliari, Terranova (odierna Olbia), Ampurias, Bosa, Orosei, Porto Torres, Portus Napolitanus, dove avevano sede i consoli dei mercanti genovesi e pisani. Un certo sviluppo commerciale lo ebbe il porticciolo di Marceddì con la decadenza di Neapolis.

Tali consoli, non solo svolgevano compiti di difesa degli interessi dei mercanti che vi operavano, ma esplicavano presso le singole colonie, che si venivano organizzando lentamente nei vari luoghi, funzioni civili e di polizia di rappresentanza in nome e per conto del Comune di origine. In questi luoghi i mercanti, costituiti in gruppo autonomo, davano vita a quella istituzione che viene indicata come Comune Portus, fornendo così i primi esempi di istituzione comunale nell´isola.

La nascita di Terralba come villaggio vero e proprio si costituisce nell´alto Medioevo, quando Neapolis comincia a decadere, sia per le invasioni barbariche, sia per altri motivi non ancora ben certi. D´altronde Terralba dista appena dieci chilometri circa dall´antica città, quindi deve essere sembrata più sicura e forse più propizia per l´agricoltura e la pastorizia. Gli abitanti di questa città, emigrando, andarono ad ingrossare il già esistente e piccolo centro abitato di Terralba, il quale essendo lontano dalle importante strade romane di Neapolis-Metalla-Othoca-Tharros, era più difficilmente raggiungibile dagl´incursori saraceni.

 

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