Il Museo


Terralba sede vescovile

La sede vescovile di Terralba, appare una realtà normale, in quanto sostituiva l´antica Ne­apolis. Pietro Martini, storico sardo, ritiene che le origini di questa antica diocesi risalga agli scorci dell´ottavo secolo. Fu suffraganea della diocesi di Oristano e con essa ebbe grandi rapporti e sorti simili nei disastri per la comune vicinanza col mare e quindi esposte alle incursioni barba­riche. Essa esisteva già dal sec. XI. Questa diocesi fu molto illustre e di grande importanza, perché vi appartenevano due grandi abbazie: l´Abbazia di S. Tommaso di Arcidano e l´Abate di S. Michele di Monte Arcuentu, detto Abate di Thamis. Di quest´ultimo parla il Martini situandolo nel territorio di Uras, nel luogo detto “Santu Miali di Thamis”.

Essa occupava esattamente il territorio delle curatorie di Bonorzoli e di Parte Montis. La suffraganea di Terralba, a ponente volta al mare, aveva a sud la regione di Guspini, e le pianure di Pabillonis, ad est la curatoria di Arbus. I paesi della diocesi di Terralba erano i seguenti: Terralba, Uras, Bonorcile (attualmente in territorio di Mogoro) o Bonorzoli, o Bonorzili, venne distrutta dai saraceni, secondo l´Angius nel sec.XV. Dopo l´invasione di Marceddì, Terralba, S. Nicolò d´Arcidano, Uras, nel 1527, Bonorzili fu distrutta, come pure il villaggio di Carcaxia - Angius in Casalis II pag. 431; Mogoro, Masullas, Siras, Simala, Gemussi (distrutto), Pompu, Serzala, in agro di Gonnostramatza, venne distrutta dagli stessi saraceni il 15 aprile 1515, così almeno attesta la famosa iscrizione di Serzela, collocata in Cornu Evangeli! di S. Paolo - Spano: Vocab. Sardo Geogr., CA, 1872; Gonnostrama­tza, Gonnoscodina, Morgongiori, Arbus, Serru (distrutto), Guspini, Gonnosfanadiga, Pabillonis, S. Nicolò d´Arcidano, S. Gavino Monreale, Sardara.

 

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